lunedì 22 gennaio 2007

Hystory (chapter #2)


Fu così che in un freddo martedi sera, davanti a una bottiglia di Borghetti partirono le prime registrazioni della nostra radio, lavori che terminarono con altri due incontri successivi. la sensazione comune era che più si andava avanti e più il risultato si faceva accattivante... le nostre voci meno insicure, l'affiatamento, la gestione dei tempi, i piccoli accorgimenti tecnici che pian piano assestavamo.

Per Radio C.d.C. Vol.1 mettemmo sul piatto un centinaio di canzoni, dalle quali furono scremate tutte le meno adatte sino ad arrivare a una rosa di 9 ottimi pezzi (tra italiani e stranieri) da inserire dopo ogni spazio parlato.

Le idee erano semplici perchè giravano sostanzialmente intorno a un fulcro, un argomento ad hoc: il capodanno imminente. Inoltre introducemmo degli elementi che potessero destare interesse nel pubblico come il collegamento telefonico con un ospite e la parodia di un personaggio comico, segmenti tipici in molte vere radio.

Provammo così il personaggio di "Nando" un improbabile pastore della Sardegna, ridicolo e stupido, morbosamente ossessionato dalla sua pecora Teresina e attorniato da moglie e figli fuori dal comune. Complice l'orario di registrazione (si era fatto l'una e mezza del mattino!) e la stanchezza di tutti adottammo subito la regola cinematografica del "buona la prima" con buona pace di chi, come me, non era soddisfattismo del risultato.

La chiamata all'ospite, voleva essere inizialmente un omaggio ad Ezio, amico per lungo tempo lontano dalla compagnia e che volevamo nelle intenzioni ricongiungere virtualmente a noi in una simpatica sorpresa radiofonica. Purtroppo per cause di forza maggiore ciò non è stato possibile, ma siamo stati allo stesso modo contenti di poter risentire e proporre al pubblico di Radio C.d.C. un altra persona da tempo assente : Daniele Colli.
Il ciclista delle meraviglie (come presentato durante la trasmissione) ha scherzato con noi durante un'intervista fra il serio e il faceto, aggiungendo un pizzico di nostalgia a testimonianza, se ancora ce ne fosse bisogno, della grandezza della Compagnia del Comune, e del buon ricordo che essa riesce a lasciare in chi, anche per poco, ha la fortuna di conoscerla.





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